Diceva Eraclito che “la natura ama nascondersi“. Certo, la natura ama anche esibirsi: vediamo attorno a noi le sue innumerevoli forme e trasformazioni, i suoi colori ecc.; ma in quel che si mostra c’è sempre qualcosa di nascosto.
Pensiamo ad esempio agli alberi: un modo tipico di rappresentarli, con le loro parti (rami, radici ecc.) è più o meno questo:

Un’immagine come questa, però, dà un’idea molto limitata di quel che c’è sotto la terra. Ecco un video che tenta di far luce su quel che non si vede.
Due maestre con cui lavoro da alcuni anni, Elide ed Emanuela, hanno utilizzato questo video in due classi terze della scuola primaria, dopo una passeggiata nel bosco con la loro classe, per avviare una conversazione che è ben presto diventata molto coinvolgente e che, tra l’altro, in questo inizio dell’anno scolastico 2020/2021, ha permesso a bambine e bambini di condividere delle intuizioni relative alla situazione attuale in classe: come gli alberi sembrano separati gli uni dagli altri nei boschi, così in classe ci si sente più separati di prima, ma gli umani (come gli alberi) hanno più di una possibilità di entrare in contatto e di interagire.
Riporto alcune frasi dalla dettagliata relazione inviatami da Elide ed Emanuela (Scuola primaria Aldo Moro di Costa Masnaga):
C. (f): Noi in questo momento siamo come gli alberi, distanti con il tronco, ma sotto le radici sono vicine
A. (f): Potremmo dire che siamo lontani ma vicini con il cuore, con l’affetto.
S. (f): Se noi siamo come le piante, adesso che siamo tornati a scuola e siamo divisi in 4 gruppi nuovi, possiamo fare nuove amicizie e possiamo vedere lo stesso gli amici vecchi; siamo comunque assieme a scuola.
C (m): Anche se separati o lontani possiamo comunicare lo stesso.
Potremmo a questo punto disegnare quattro o cinque alberi alla lavagna, ben distanziati, sul terreno, disegnando delle linee sotterranee tratteggiate a rappresentare le radici che si intrecciano in una ragnatela-Web sotterraneo… Chiedendo poi ai bambini, partendo da questa immagine che li aiuta a riflettere, di sviluppare l’analogia: “avete fatto il paragone: NOI ora siamo distanziati e isolati come appaiono gli ALBERI nel bosco; gli alberi però usano le radici per comunicare e per restare in contatto… noi cosa possiamo usare? Cosa ci aiuta a essere insieme? Quanti modi ci sono di stare insieme (e non semplicemente accanto)? Come possiamo condividere, comunicare, mandarci segnali ecc.?”
Facciamo tante domande, perché forse una sola non basta ed è meglio essere ridondanti.
Il fatto che debba mantenersi un certo distanziamento nello spazio non impedisce, ad esempio, di intrecciare sguardi, parole, intuizioni, ragionamenti ed esperienze; anzi, invita a farlo di più, per compensare ciò che si perde sul piano dell’interazione fisica. Si tratta di chiedersi in quanti modi possiamo comunicare e interagire, pur entro i vincoli del distanziamento.
Cambiamo prospettiva. Poiché quest’anno è importante lavorare anche sul senso della connessione, al video sulle radici degli alberi si può aggiungere il seguente video sulle nostre “radici” e sul loro intrecciarsi andando a ritroso nel tempo, a prescindere dai “confini” tra Stati e dalle differenze che oggi possiamo notare. Sotto la superficie dei fenomeni ci sono connessioni innumerevoli che è importante esplorare, ricordandosi – con Eraclito – che la natura (di cui siamo parte) ama nascondersi.
