Chi sono

Mi chiamo Luca Mori.

Dopo la Laurea in Filosofia, ho conseguito il Dottorato di Ricerca in Discipline Filosofiche e un Master di II livello in Economia Aziendale e Management presso l’Università di Pisa, dove ho poi iniziato a svolgere attività di ricerca e docenza, come borsista post-doc, assegnista, professore a contratto di Teoria e modelli di comunicazione per il C.d.L.s. in Sistemi e progetti di comunicazione (2005-2010), come professore a contratto di Storia della Filosofia per il Corso di Laurea in Scienze e Tecniche di Psicologia Clinica e della Salute presso il Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica (2019-in corso), come ricercatore di Storia della filosofia.

Parallelamente ho iniziato a svolgere due attività professionali in giro per l’Italia:

  • l’ideazione e la conduzione di percorsi di filosofia, educazione alla cittadinanza e educazione al paesaggio rivolti a bambini e insegnanti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie
  • la formazione e la consulenza in diversi contesti aziendali e organizzativi

Qui il mio curriculum in PDF

Dicono di me e del mio lavoro nelle scuole

A questo link => recensioni e riconoscimenti per il progetto sulle Utopie dei bambini, viaggio nelle scuole primarie italiane nell’anno scolastico 2015/2016 (in occasione dei 500 anni dalla pubblicazione dell’Utopia di Tommaso Moro)

«Caro Luca anche per me e i miei bambini è stata un’esperienza bellissima  Dal suo incontro ho compreso quanta importanza abbia  la riflessione, il dialogo, il discutere,  per l’espressione del vissuto, delle emozioni, della percezione della realtà. Osservando i  miei bambini,  ascoltando  i loro interventi mi  sono emozionata moltissimo, ed è stato uno spettacolo bellissimo. Grazie ancora a presto». Carmela de Lucia | maestra della Scuola primaria del 58° Circolo didattico J.F. Kennedy, Scampia (dopo l’incontro nell’ambito della ricerca sulle utopie dei bambini, 24 novembre 2015)

«Con la mia classe ho effettuato un percorso di cinque anni sulla filosofia, a partire dall’utopia “dell’isola sconosciuta”. Fin dai primi interventi, i bambini si sono dimostrati curiosi, entusiasti, convinti di essere coinvolti in qualcosa di importante, “da grandi”, investiti di una grande responsabilità. Aspettavano con ansia l’intervento successivo di Luca, ”il filosofo”, come lo chiamavano loro. Hanno imparato a confrontarsi, ad esprimersi prendendo posizione ed argomentandola con sicurezza, in un clima democratico e rispettoso della posizione individuale e di gruppo; hanno sperimentato, con il tempo, la soddisfazione di cambiare idea, assumendo anche solo in parte il punto di vista di un altro.
Anno dopo anno sono giunti a comprendere che, grazie a questo esperimento mentale di gruppo, fatto di tante posizioni individuali in divenire, hanno raggiunto traguardi che li hanno resi molto orgogliosi. A me, insegnante prevalente della classe, osservatrice silenziosa, questo percorso ha permesso di conoscere i ragazzi nella loro complessità; i genitori hanno confermato nei vari incontri che i figli si sono sentiti liberi e accolti nell’esprimere se stessi e, talvolta, anche la loro intimità, definendo “perla rara” il percorso filosofico condotto da Luca Mori». Maria Laura Rossetti | Scuola primaria “Angiolo Silvio Novaro”, Vada (Livorno)

Messaggio di Marilena Bagarella, in relazione al lavoro svolto con bambine e bambini della Scuola primaria Camillo Finocchiaro Aprile (Corleone) | con INTUS e Laboratorio della legalità
Messaggio di Marilena Bagarella, in relazione al lavoro svolto con bambine e bambini della Scuola primaria Camillo Finocchiaro Aprile (Corleone) / con INTUS e Laboratorio della legalità

«La mia esperienza con il percorso di filosofia è durata quattro anni. I miei alunni, in seconda elementare, hanno accolto calorosamente il “filosofo Luca Mori”, perché lo avevano già conosciuto alla scuola materna, e molti di loro hanno continuato a chiamarlo così fino in quinta. Il percorso filosofico che abbiamo intrapreso è stato un’escalation di successi, ma all’inizio le difficoltà non sono mancate. Molti dei miei alunni erano stranieri e, anche se nati in Italia, non sapevano esprimersi con facilità; quindi intervenivano poco nelle conversazioni, ma ascoltavano moltissimo e piano piano, lezione dopo lezione, hanno trovato il coraggio necessario per formulare un intervento, che veniva sempre richiesto dal filosofo,  in modo sì “incalzante” ma sempre accompagnato da parole di incoraggiamento e di apprezzamento. Non dimenticherò mai i loro sguardi pieni di gioia, i loro occhi raggianti che incontravano i miei, quando finalmente riuscivano a dare il proprio contributo alla conversazione esprimendo il loro personale punto di vista. Dopo ogni lezione del filosofo, vedevo i miei alunni più sicuri di sé, alcuni persino “gasati” e consapevoli di aver superato un muro, oppure compiaciuti di esser riusciti a far cambiare idea al proprio compagno, “argomentando” in modo adeguato e consapevole. Ecco, ritengo che, come insegnante, questa sia una delle soddisfazioni più gratificanti e significative: ho toccato con mano la crescita intellettuale dei miei ragazzi». Mirella Macelloni | Scuola primaria “Angiolo Silvio Novaro”, Vada (Livorno)

«La filosofia con i bambini come gioco e, nello specifico, il progetto dell’Utopia e della sua costruzione, l’ho giudicata interessante e utile per aiutare i bambini ad esprimere le proprie emozioni ed opinioni e a stimolare il confronto tra di loro e con gli adulti, per la costruzione di un significato condiviso di vita. Inoltre, questo gioco filosofico ha permesso loro di affacciarsi per la prima volta ai “perché” e al “che cosa è” della vita, andando oltre la loro quotidianità familiare e scolastica. I bambini, pur non essendo abituati ad esprimere le loro opinioni e a confrontarle, hanno reagito bene e partecipato in modo attento e proattivo alla costruzione dell’utopia. Si sono sentiti coinvolti in prima persona ed hanno messo le loro esperienze, conoscenze e curiosità nell’attività del gioco filosofico. Noi docenti, grazie al progetto, abbiamo scoperto delle caratteristiche di questi bambini celate dalla loro emotività ed abbiamo capito che anche a quest’età infantile essi regolano le loro azioni in base ad un proprio concetto di giusto e sbagliato, di bene e di male, mostrando una vera e propria capacità di scegliere criticamente. I bambini, superata un’iniziale normale e ovvia diffidenza, sono stati incuriositi dalle proposte del filosofo e dall’idea di utopia, di cui non avevano neanche la concezione. Il fatto di poter costruire e scegliere come costruire l’utopia dell’isola li ha entusiasmati e fatti sentire responsabilizzati dall’educatore. Per tale motivo si sono avvicinati e relazionati molto bene con lui. Trovo, dunque, il progetto molto interessante e stimolante alla luce della risposta che i bambini hanno dato alla filosofia, non intesa come insieme di nozioni, ma come un’educazione alla costruzione di una capacità critica di scelta e di ragionamento di ogni bambino». Melania Coppola | Scuola d’infanzia Betti, Istituto comprensorio Fibonacci (Pisa)

«Sono quasi 30 anni che insegno nella scuola Primaria, spesso in scuole d’avanguardia, con progetti ambiziosi di didattica sperimentale, ma l’esperienza di lavorare sull’utopia non mi era mai capitata. A dir la verità quando mi è stata proposta sono rimasta molto perplessa sulla possibilità di farlo proprio nella mia classe, una classe difficile, piena di problemi scolastici e di relazione, ma essendo io un’insegnante “utopica” dopo qualche riflessione condivisa con altri docenti che vi avevano lavorato, ho sposato appieno questo progetto. Ed in effetti poi è stata la cosa più “naturale” possibile, perché per noi adulti che abbiamo molte, troppe sovrastrutture parlare di utopia ci sembra impossibile, ma per i bambini proiettati nel futuro attraverso la loro immaginazione è la cosa più semplice che esista.
Così ci siamo trovati a parlare della nostra “isola”, argomentando su regole e possibilità, in un dialogo democratico nel vero senso della parola. È stato interessante poter osservare che le consuete dinamiche di gruppo si rompevano e ricomponevano intorno ad argomenti importanti come i confini, la guerra, l’accoglienza, la tolleranza, la religione, il lavoro, l’educazione… È stato altrettanto importante capire anche i danni che una “formazione/informazione” di parte può fare in una mente così malleabile, specie se questa informazione avviene attraverso figure molto importanti quali i genitori o anche gli insegnanti stessi, senza un’adeguata mediazione dei contenuti, perché la mente del bambino tende a generalizzare un’informazione parziale (es: i Talebani sono terroristi, i Talebani sono musulmani, i musulmani sono tutti terroristi) e su questo abbiamo riflettuto a lungo con alcuni genitori. “Giocando” insieme a immaginare una realtà impossibile è divenuto possibile parlare della realtà presente e passata anche nell’ottica di un cambiamento futuro, per cui per me, vivendolo in prima persona, è stato naturale affiancare a questo sfaccettato gioco anche la realtà del volontariato. Dovessi fare un bilancio di questo percorso riducendolo a costi e benefici (ovviamente non sul piano economico ma didattico) direi che i costi sono ridotti se gli adulti sono disposti a mettersi in gioco e questo vale sia per insegnanti che per genitori, i benefici sono enormi se c’è la capacità di contestualizzare i contenuti in uno spazio/tempo legato ai bambini, cioè mi spiego meglio se parlare di utopia diventa un’occasione per parlare di noi attraverso un’attenta mediazione e supervisione dell’adulto che deve però avere la capacità di scendere al piano dei bambini e spogliarsi del suo ruolo di “giudice”». Cristina Scardigli | Scuola primaria “Ernesto Solvay”, I Circolo didattico di Rosignano Marittimo

«Il mio contributo è quello di mamma e di insegnante.
Mia figlia, con la sua classe e le insegnanti Grazia Scarselli e Stella Pretini, ha svolto con Luca Mori un bellissimo percorso di ricerca-azione che ha avuto inizio dallo studio del pittore Vincent Van Gogh. In particolare è partito dalle suggestioni che il dipinto “La notte stellata” aveva prodotto nei bambini che come Vincent (lo chiamavano così) si sono misurati con il loro bisogno di spiritualità, di libertà, di “religiosità”… se vogliamo di autoconsapevolezza.
Come insegnante, dopo la lettura di alcuni importanti brani de “La fattoria degli animali” di G. Orwell, ho avuto l’opportunità di lavorare con Luca Mori. I miei alunni sono andati alla ricerca di una possibile vita di comunità con regole democraticamente condivise e “autoprodotte”. Si sono confrontati mettendo in comune idee, parlando di ciò che era meglio per tutti, non per il singolo e durante discussioni non semplici sono anche riusciti a mediare trovando soluzioni alternative che hanno spiazzato anche noi insegnanti». Cecilia Incagli | scuola “Carducci” Rosignano Marittimo

«…per noi l’esperienza è stata a dir poco esaltante, emozionante e ricca di tanti spunti: proprio oggi raccoglievo commenti entusiasti da parte dei genitori partecipanti. Uno in particolare mi preme scriverlo: una mamma ha riferito che, ascoltando gli interventi della figlia durante l’incontro, ha colto degli aspetti della sua personalità finora sconosciuti tanto che le sembrava di “osservarla dal buco della serratura”, segno che sei riuscito a tirare fuori tante cose da questi bambini». Testimonianza dalla Biblioteca di Castelfranco Emilia (Modena), dopo un incontro con bambini e genitori nell’ambito del progetto Filosofare (25 ottobre 2014) con la Fondazione Collegio San Carlo

«…Ho letto, nelle risposte dei bambini,  il loro vissuto, l’impegno delle famiglie e il nostro come scuola; ho ritrovato riflessioni fatte insieme in passato e condivise con i genitori nel corso di questi 5 anni. E’ emersa, prepotente, la  voglia di costruire e di farlo bene. Li ho rivalutati. E’ un’età in cui sono spesso con la testa fra le nuvole. Mi hanno stupito e mi ha fatto piacere. Tutto questo grazie a Luca Mori che ha saputo condurre il gioco da vero filosofo, senza condizionarli, accompagnando tutti, garbatamente, nella “ricerca” di un ideale condiviso: quattro ore insieme sono volate». Gemma Orlando | Scuola primaria di Pasturana (Alessandria)