Settembre 2020. Tutti auspichiamo che l’incertezza e le sofferenze legate alla pandemia Covid-19 finiscano in fretta, ma ciò non deve far dimenticare la lezione che dovremmo trarre dalle vicende di questi mesi e la possibilità di farne un capitolo di un’educazione alla cittadinanza all’altezza delle sfide del XXI secolo.
Ci sono almeno tre lezioni da apprendere:
- Tutto è connesso: una serie di eventi in Cina ha portato alla rapida diffusione, in tutto il mondo, di un microscopico aggregato di materiali biologici in grado di passare da umano ad umano e di provocare centinaia di migliaia di morti. Sistemi e dinamiche ecologiche non tengono conto dei confini tra Stati. In ultima analisi, ciò dovrebbe aiutare a comprendere che la cura degli interessi locali e nazionali non può che passare attraverso la cura degli interessi planetari. Questo ci porta al secondo punto.
- Le ragioni dell’economia e quelle dell’ecologia devono essere pensate in modo integrato, perché una sola è la dimensione “oikos” (casa, da cui eco-) che abbiamo: ancora una volta, il nostro pianeta. La parola chiave su cui lavorare è buona vivibilità: poiché tutto è connesso, si tratta di pensare la “buona vivibilità” per gli umani assieme alla “buona vivibilità” per le altre specie. E dovremo finalmente elaborare il paradosso per cui immaginiamo di poter rendere vivibili altri pianeti su cui al momento non c’è vita, mentre compromettiamo la vivibilità dell’unico pianeta vivibile di cui disponiamo.
- Siamo vulnerabili: per quanto ci illudiamo di poter “dominare” la natura e di poter avere il “controllo” sulle conseguenze di ciò che facciamo, siamo vulnerabili. Troppo spesso ci comportiamo come se non lo fossimo. Dobbiamo imparare ad esercitare il nostro senso del limite, sia rispetto ai nostri limiti, sia rispetto alle “soglie critiche” esistenti nei sistemi naturali, il cui superamento può portare a cambiamenti improvvisi nella dinamica dei sistemi e a catastrofi.
C’è poi un altro aspetto da considerare: in questi mesi c’è stata una proliferazione di fake news sul virus, sui dati, sulle terapie, sui provvedimenti ecc.: quando se ne trovano è bene raccoglierle e farne un archivio, e poi usarle per “allenare” la capacità di discernere tra vero, falso e verosimile. Fin dalla scuola primaria, è importante aiutare bambine e bambini a decifrare il meccanismo sottile che porta a prendere per vere le fake news e a condividerle senza verificare: bisogna insegnare a riconoscere i modi tipici in cui vengono confezionate e creare così dei robusti anticorpi cognitivi per i cittadini delle democrazie del futuro.
Un altro punto di partenza interessante per l’educazione alla cittadinanza è il tema del paesaggio. L’epidemia ha provocato un cambiamento improvviso, generalizzato e del tutto inedito nelle abitudini di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Siamo stati costretti a muoverci diversamente, molto meno rispetto a prima e, nei nostri paesaggi, si sono visti degli effetti interessanti. Ecco una selezione di articoli che parlano degli effetti notati in giro per il mondo, che potrebbero diventare la premessa per analizzare anche quanto accaduto a livello locale:










Confrontando la situazione “prima” del lockdown con quello che si è osservato “durante”, è interessante interrogarsi sul “dopo” e sul “domani”: vorremmo che il dopo fosse esattamente uguale al prima? Cosa dovremmo cambiare nelle nostre abitudini per cambiare i paesaggi delle nostre vite, ricordando che noi mettiamo al mondo i paesaggi e i paesaggi circolarmente ci mettono al mondo? [questa circolarità dà il titolo a un libro sull’educazione al paesaggio scritto a quattro mani con Gianluca Cepollaro: per gli interessati, cfr. la pagina pubblicazioni]

Il “ritorno alla normalità” di “prima” può essere preoccupante?


In fin dei conti, introducendo il concetto di impronta ecologica, pare che nel 2020 il cosiddetto “giorno del sovrasfruttamento della Terra” sia arrivato tre settimane dopo rispetto al 2019. Non è molto. Non è abbastanza.

Per la crisi ambientale e climatica non esistono vaccini che possano essere predisposti in un laboratorio in pochi mesi. Ciò di cui abbiamo urgente bisogno è un’educazione all’altezza delle sfide del XXI secolo, per affrontare le quali è necessario coniugare la capacità di analizzare la realtà con l’immaginazione utopica, elaborando la tensione che separa e al tempo stesso può connettere i due piani del reale e del possibile desiderabile.
Nel farlo, si potrebbero considerare e commentare ad esempio alcuni punti di una lettera inviata nel maggio 2020 da circa 400 scienziati al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, che per comodità riporto qui [Quali punti scriverebbero bambine e bambini della scuola primaria, ragazze e ragazzi della scuola secondaria?]:
[…] Di seguito 10 idee concrete in 10 settori chiave per la ripartenza:
AGRIFOOD E PRODOTTI BIO: promuovere “Italian food” ecosostenibile, biologico, diversificato, recuperando le aree ‘marginali’ (p.es., transizione da allevamenti e colture industriali a una nuova zootecnia di qualità, anche per prevenire future epidemie/pandemie; incentivazione agro-bio-food in aree agricole interne abbandonate o in via di abbandono).
CITTA’ VERDI: sottrarre le periferie e le aree industriali periurbane alla cementificazione selvaggia che sta divorando 2 metri quadri di territorio italiano al secondo; costruire solo sul costruito, ripristinare edifici abbandonati; valorizzare i centri storici, promuovere l’Urban Nature (p.es., un piano per il verde urbano per tutti i comuni, unitamente alla realizzazione di foreste urbane nelle grandi città e un piano per la revisione di leggi urbanistiche e incentivi alla ristrutturazione delle periferie urbane).
ENERGIE RINNOVABILI: attivazione immediata del Piano Nazionale Integrato per l’Energia con la priorità relativa alle energie rinnovabili (p.es., un piano per superare il 50% del fabbisogno energetico con rinnovabili entro il 2030).
CAMBIAMENTI CLIMATICI: un piano straordinario per la riduzione delle emissioni climalteranti, per la mitigazione degli impatti e l’adattamento ai cambiamenti climatici (p.es., un piano d’investimenti per l’attuazione di misure di adattamento ai e mitigazione dei cambiamenti climatici).
TURISMO SOSTENIBILE: rilancio dell’offerta turistica sostenibile blu e verde del nostro paese, con offerte ecologiche e innovative che promuovano l’immagine dell’Italia come paese di cultura e bellezza (p.es., un piano per l’estensione temporale del turismo, distribuendolo su 12 mesi all’anno, anche con piani per il godimento delle ferie nel pubblico impiego e accordi con il mondo della scuola).
LOTTA ALL’INQUINAMENTO E PREVENZIONE DEI RISCHI PER LA SALUTE: un piano straordinario nazionale per la bonifica dei siti contaminati e la drastica riduzione dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e dei suoli, la riconversione delle aree industriali dismesse (p.es., siti di interesse nazionale, conversione di impianti in città industriali come Genova, Napoli, Taranto tra le altre).
BIODIVERSITA’ E RESTAURO AMBIENTALE: rilancio del Piano Nazionale per la Biodiversità, con estensione delle aree protette terrestri e marine e la creazione di efficaci reti ecologiche, riducendo drasticamente la frammentazione del territorio e il consumo di suolo e tutelando la ricchezza della biodiversità del nostro paese (p.es., Piano nazionale per il restauro e ripristino degli ecosistemi terrestri e marini degradati nell’ambito del decennio UN 2021-2030 sul Restauro degli Ecosistemi – Ecosystem restoration).
RISORSE BLU: incentivare la Blue Growth e la Blue Economy, ovvero l’economia del mare e la pesca eco-sostenibile, con la creazione di una carta vocazionale dei mari italiani in grado di promuovere l’economia sostenibile del mare alla luce del decennio UN 2021-2030 “Ocean science for a sustainable development” (p.es., transizione ecologica della pesca, valorizzazione del Cluster Nazionale – Blue Italian Growth, proibizione del deep-sea mining nel Mediterraneo).
RICERCA e FORMAZIONE: rilancio della ricerca pubblica e privata sostenuta dal contributo di Enti Pubblici di Ricerca ed Università per aumentare cultura e competitività del Paese. Insegnamento dei principi dell’ecologia e degli obiettivi di sviluppo sostenibile nella scuola dell’obbligo (p.es., Piano straordinario per promuovere le brevettazioni e il trasferimento tecnologico con collaborazione tra Enti Pubblici di Ricerca-Università e Imprese per soluzioni innovative volte alla riduzione dell’inquinamento; piano per la formazione degli insegnanti sui temi della ecologia e sostenibilità ambientale; modifica dei piani di studio).
INNOVAZIONE GREEN PER LA SOSTENIBILITÀ E IL BENESSERE: promuovere lo sviluppo di Green e Blue technologies in grado di valorizzare le industrie e il mondo produttivo in chiave sostenibile e per lo sviluppo di politiche ambientali. Creazione di strutture, infrastrutture e network tra parti sociali, imprenditoriali, gruppi industriali, ricerca e territorio per lo sviluppo di strategie e pratiche per la promozione dello sviluppo sostenibile e del benessere sociale e della salute attraverso l’approccio ‘One Health’ (p.es., incentivazione dell’industria 4.0 su attività industriali eco-compatibili e sull’economia circolare, commuting a impatto zero, alimentazione mediterranea, piano per lo sport cittadino).
La lista dei firmatari è lunghissima e si trova facilmente in rete. Qui riporto solo in parte l’ELENCO DEI PRIMI FIRMATARI
Roberto Danovaro, Presidente Stazione Zoologica Anton Dohrn
Carlo Petrini, Presidente Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
Silvio Greco, Presidente Consiglio Scientifico Ambiente-Mare, Coldiretti
Aurelia Sole, Rettore Università della Basilicata
Anna Fano, Presidente Società Italiana Ecologia, Ordinario Università di Ferrara
Enrico Alleva, Presidente FISNA, Fed. Italiana Scienze Natura e Ambiente, Accademico dei Lincei
Sauro Longhi, Presidente GARR, già Rettore Università Politecnica delle Marche
Antonio Uricchio, Presidente comitato scientifico SIMA, Società Italiana Medicina dell’Ambiente (già Rettore Università di Bari).
Annibale Mottana, Presidente Accademia delle Scienze detta dei XL
Nicola Casagli, Presidente Istituto Nazionale Oceanografia e Geofisica Sperimentale (INOGS)
Carlo Doglioni, Presidente Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia (INGV)
Nichi D’Amico, Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)
[…]
Alcuni punti richiamano l’agenda 2030 e gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile. Sono utopia? Sono un’utopia desiderabile? Quali punti sembrano più facilmente realizzabili? Quali meno? Cosa si sta muovendo nel proprio paesaggio di riferimento?
Affrontare domande come queste può essere molto appassionante anche a scuola ed è un modo per fare educazione alla cittadinanza, tenendo sullo sfondo l’esperimento mentale dell’utopia, applicandolo all’analisi della realtà.

Per concludere, condivido un video che offre uno sguardo evoluzionista sulla vicenda del Covid-19: a parlare è Telmo Pievani, filosofo della biologia, e il video si trova sul canale YouTube dell’Università di Padova.
NOTA: La proposta di attività sul tema del paesaggio fa riferimento a un’esperienza condotta durante il lockdown con il Liceo artistico “Vittoria” e “Bonporti” di Trento, grazie al progetto “#iorestoacasa – Il paesaggio, specchio di mondi possibili”, realizzato in collaborazione con tsm|step Scuola per il governo del territorio e del paesaggio e la Fondazione Museo storico del Trentino. Vedi anche l’articolo sui murales ispirati dalle conversazioni.

